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Lunghezza, Larghezza, Punta e Coda

Definizioni: (*confrontate le note con i disegni sottostanti)

La lunghezza Totale (1) si misura dalla punta alla coda e determina il nome dello snowboard. Ad esempio Groove 178 sarà una tavola lunga 1780 mm. Spesso si usa la misura di cm eccedente il metro e in questo caso una Groove 78 sarà una tavola lunga 1780 mm. Una lunghezza totale molto superiore alla lamina effettiva determina una punta ed una coda più lunghe. Una lunghezza totale vicina alla lunghezza della lamina effettiva determina una punta ed una coda più corte, una maggior facilità nell'esecuzione delle rotazioni aeree e minori vibrazioni.

La lunghezza della lamina effettiva (2) invece si misura inclinando la tavola a 45° su una superficie piatta e misurando i punti di contatto. La lamina effettiva corrisponde alla lunghezza del contatto fra tavola e neve durante l'utilizzo. Una lamina effettiva più lunga determina una maggiore stabilità in curva condotta. Una lamina effettiva più corta determina una maggiore manovrabilità.

La lunghezza della punta (3) si misura dal punto in cui termina la lamina effettiva in direzione della punta, fino al margine estremo di dello snowboard

La lunghezza della coda (4) si misura dal punto in cui termina la lamina effettiva verso la coda, fino al margine estremo di questa.

L'altezza della punta (5) si misura poggiando lo snowboard su una superficie piatta e corrisponde alla distanza fra la superficie piatta e la massima altezza della punta.

L'altezza della coda (6) si misura poggiando lo snowboard su una superficie piatta e corrisponde alla distanza fra la superficie piatta e la massima altezza della coda.

La larghezza della punta (7) (noose width) si misura nel punto più largo della punta dello snowboard. Punta e coda larghe e lunghe determinano un miglior galleggiamento in neve fresca e prestazioni migliori nella varietà di terreni. Punta e coda basse e corte sono migliori per neve dura, e determinano meno vibrazioni.

La larghezza della coda (8) (tail width) si misura nel punto più largo della punta dello snowboard.

La larghezza del centro (9) (waist width) si misura nel punto più largo della punta dello snowboard.

La larghezza sotto i piedi (10) (foot placement width) si misura all'altezza degli inserti anteriori e posteriori Se le misure della punta e della coda sono identiche la tavola si definisce twin tip. La lamina di acciaio può continuare intorno alla punta e alla coda in modo da proteggere lo snowboard dagli urti. La larghezza minore delle tavole ne determina un peso minore, una maggior sciancratura con conseguenti raggi di carving più corti e cambi di lamina più veloci. Le tavole larghe hanno un miglior galleggiamento in neve fresca, possibilità di usare angolazioni basse per i piedi, maggior stabilità negli atterraggi, minor possibilità di sporgere dalla tavola con punte e talloni dei piedi.

Il raggio di sciancratura (sidecut radius) (11) è il raggio di cui fa parte la lamina come arco. Un raggio più corto determina una curva più ampia, un raggio minore determina un curva più stretta.

La profondità di sciancratura (12) si calcola poggiando lo snowboard su una superficie piana inclinata a 90° e misurando la distanza fra il centro della tavola e la superficie. Gli snowboard attualmente prodotti non hanno profondità di sciancratura superiori a 26 mm. Una profondità di sciancratura maggiore determina un raggio di sciancratura minore e viceversa.

Il raggio di sciancratura progressivo (13) è un disegno laterale formato da due raggi di sciancratura diversi, di cui il maggiore è verso la punta e il minore verso la coda. La sciancratura progressiva determina una entrata dolce in curva ed una fine brusca.

Il raggio di sciancratura regressivo (13b) è un disegno laterale formato da due raggi di sciancratura diversi, di cui il maggiore è verso la coda e il minore verso la punta. La sciancratura regresiva determina un'entrata brusca in curva e una uscita dolce.

Il raggio di sciancratura doppio (14) è un disegno composto da un raggio di sciancratura maggiore per la parte centrale della tavola e un altro minore per le zone vicino a punta e coda. La sciancratura doppia determina una entrata rapida in curva e duna uscita altrettanto veloce, conservando una larghezza centrale maggiore. Minore è il raggio di sciancratura e minore è l'inclinazione dello snowboard richiesto per una curva.

Il flex (15) è la elasticità della tavola. Si può avere un flex diverso in punta, centro e coda. Un flex più duro sulla punta determina una maggior tenuta ad inizio curva, un flex più duro in coda determina una maggior tenuta a fine curva, un flex più morbido al centro determina una maggior possibilità di deformare la tavola per ridurre il raggio di curva. Un flex totale più morbido determina una più facile entrata in curva, un flex totale più rigido determina una maggior stabilità ad alte velocità.

La rigidità di torsione (16) è la resistenza dello snowboard alla forza di torsione. Una maggior rigidità di torsione determina una maggior tenuta sul ghiaccio.

Il ponte o centina (camber) (17) si misura poggiando lo snowboard su una superficie piatta e misurando i mm fra il centro della tavola e la superficie. Il ponte può variare da 0 a 30 mm. Un ponte accentuato determina una maggior reattività della tavola, cioé una volta deformata ritornerà più velocemente in posizione naturale. Un ponte poco accentuato determina una maggior malleabilità della tavola tramite i piedi, ma una minor manovrabilità e più difficile entrata in curva.

Il passo (stance) è la posizione dei piedi sulla tavola.

La larghezza del passo (stance) (20) si misura fra il centro dell'attacco anteriore e il centro dell'attacco posteriore. Una maggior larghezza di passo determina una maggior stabilità generale, in rotazioni e atterraggi, una minor larghezza di passo determina una maggior mobilità delle gambe e prestazioni migliori in curve e carving. Il passo può essere centrato (set back 0 mm), oppure arretrato (set back 0-30 mm).(22)

L'angolo del passo (21) è l'inclinazione i gradi degli attacchi rispetto alla perpendicolare allo snowboard passante per il centro degli attacchi. Maggiore è l'inclinazione, maggiore sarà la differenza di gradi fra il piede anteriore e quello posteriore, per rispettare la naturalezza del piegamento delle ginocchia. Un'angolazione maggiore permette di entrare in tavole più strette ed è più direzionale favorendo il carving, un'angolazione minore permette una migliore andatura fackie.

I piedi a papera (duck stance) (23) hanno l'inclinazione del piede posteriore in negativo, cioé verso la coda. Il passo duck permette migliori prestazioni in frontside ed in andatura fackie, ma mette a rischio la salute delle articolazioni delle ginocchia. Il passo centrato facilita l'andatura fackie e le manovre freestyle in genere. Il passo leggermente arretrato determina maggiore tenuta ad alte velocità, nel freeriding e nel carving. Il passo molto arretrato aiuta a galleggiare meglio in neve fresca e determina una maggior tenuta nel carving.

Come montare uno snowboard

Passo 1

La prima cosa da fare è determinare se si vuole montarlo goofy (destro avanti) o regular (sinistro avanti).

Passo 2

Si decide la larghezza del passo. Nel caso delle tavole soft si divide l'altezza del rider per quattro e si aumenta di 50-150 mm a seconda dell'utilizzo. Più largo più freestyle, più stretto più freeride. Nel caso delle tavole hard si divide l'altezza del rider per quattro e si aumenta di 0-50 mm.

Passo 3

Se si usano le boccole allargandosi ugualmente verso punta e coda si rispetterà il setback consigliato per quella tavola. Altrimenti si può modificare a seconda dell'utilizzo, più arretrato più orientato al powder e al carving, più dentrato più orientato al freestyle.

Passo 4

Si sceglie l'angolazione. Su tavole soft può variare da 0° a 35° il piede anteriore ed il piede posteriore agli stessi gradi meno 15°-6° a seconda dell'utilizzo. Freestyle angoli minori, freeride angoli maggiori. Nel caso delle tavole hard si sistema il piede posteriore sulla tavola in modo che con non sporga dal bordo, ma vi sia il più possibile vicino e si aumenta l'angolazione del piede anteriore di 3°-9°. Normalmente risultano angolazioni posteriori fra 42° e 54° a seconda della tavola.

Passo 5

In tutte le tavole bisogna far attenzione a centrare il piede fra un bordo e l'altro prima di inclinare l'attacco.

Come montare uno snowboard

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I movimenti nello snowboard

Cercando di capire a fondo lo snowboard lo potremmo esaminare dal punto di vista dei singoli movimenti. Abbiamo diverse parti del corpo che muovendosi interagiscono con l'andatura dello snowboard, ma ricordiamoci che anche il non movimento può avere una conseguenza. Osservando gli arti inferiori possiamo individuare il piegamento, la distensione, la leva tacco-punta, la torsione delle gambe, l'avanzamento e l'arretramento delle ginocchia. Osservando gli arti superiori notiamo la rotazione del busto, il bilanciamento dei carichi con le mani, lo slancio. Osservando la testa noteremo che anticipa sempre il movimento del corpo. Globalmente vediamo il ribaltamento del corpo. Utilizzando questi elementi abbinati e al momento giusto si possono ottenere le varie tecniche.

Il piegamento delle gambe

La sua funzione in una curva è di mantenimento della conduzione dal momento del cambio di lamina al momento in cui inizia la distensione. A seconda della velocità e della pendenza serve un movimento più o meno incisivo. Se il piegamento è solo accennato non è utile alla conduzione poiché deve avere una forza tale da aumentare la forza centrifuga che spinge lo snowboard verso l'arco di curva. Nei salti il piegamento serve a preparare la distensione prima del punto di stacco, a raccogliere le gambe in aria per mantenere l'equilibrio e ad ammortizzare l'atterraggio. Sulle gobbe servirà per attenuare i cambi di livello del terreno ed assecondare la traiettoria. Correzione

La distensione

Questa può servire per far perdere la presa di spigolo della tavola e lasciarla andare verso la massima pendenza se eseguita lentamente. Allo stesso modo può essere utilizzata per il cambio di lamina di appoggio con conseguente cambio di direzione. Se invece la si esegue repentinamente o comunque contrastando la forza centrifuga, in curva o in diagonale, può essere utilizzata per condurre lo snowboard sullo spigolo. In un salto serve a darsi lo slancio sul punto di stacco e successivamente ad aumentare l'escursione delle articolazioni in fase di atterraggio.

La leva tacco-punta

Serve a far cambiare lo spigolo di appoggio alla tavola, è quasi sempre accompagnata da una distensione che scarica prima la pressione dal punto di appoggio e prepara poi al passaggio sull'altro lato. E' l'azione che abbinata alla rotazione può far entrare in conduzione.

La torsione delle gambe

È una conseguenza della rotazione del busto, determina la direzione della spinta del piegamento e distensione. Serve a far cadere il peso del bacino all'interno della tavola per aumentare la pressione sulla lamina.

L'avanzamento e l'arretramento

Sono movimenti che aiutano a torcere lo snowboard per diminuire il raggio di curva; è utilizzato nelle curve condotte e nel carving.

La rotazione del busto

Serve ad indirizzare lo snowboard in una direzione. Maggiore è la rotazione e minore è il raggio di curva. Una rotazione accentuata in backside si ottiene portando la mano anteriore sul ginocchio o addirittura sulla neve, in frontside portando la mano anteriore sulla neve e spingendo indietro la scapola posteriore.

Bilanciamento

Le braccia vengono utilizzate per equilibrare; alzandole e abbassandole per il principiante, accompagnando le curve per l'esperto. Le braccia anticipano anche il movimento e correggono l'assetto del corpo in aria quando si salta.

Lo slancio

er saltare o compiere manovre di rotazione freestyle ci si aiuta con uno slancio degli arti superiori.

L'anticipo della testa

La testa prende per prima la direzione e poi il busto, le gambe e lo snowboard seguono il tracciato

Lo scarico del peso sulla neve

Appoggiando le mani sulla neve si può rallentare leggermente e riequilibrare i pesi.

Il ribaltamento del corpo

Serve a cambiare direzione e lamina di appoggio viene usato in tutte le tecniche di curva in modo più o meno marcato. Questi movimenti quindi asseconda di come vengono abbinati determinano una tecnica o l'altra.

Analizziamo ora le parti del corpo

Immaginiamo che il rider sia un vascello. La testa fa da vedetta e capitano decidendo la rotta in base al terreno. Le mani fanno da ruota del timone portando il busto verso la direzione. Il busto è il vero timone in acqua e ruotando trasmette la direzione allo scafo, lo snowboard. Le gambe sono la chiglia della nave che non fa uscire dalla direzione presa dal timone. Naturalmente il vento è la pendenza.

Vediamo quindi come mettere insieme i vari movimenti.
tabella

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Beginner Riding

Posizione di base

La posizione di base è la posizione del corpo in fase di stasi in preparazione di un esercizio. E' fondamentale acquisire una postura corretta per ergonomizzare i movimenti. Lo studio della tecnica attraverso teoria ed esercizi pratici, ha infatti lo scopo di ottenere dei movimenti armonici eseguiti nel modo più produttivo eliminando tutte le azioni inutili che aumenterebbero lo sforzo e limiterebbero la surfata. La posizione di base comunque è di tre tipi: la prima, adatta a chi ancora non ha un buon equilibrio ed una conoscenza empirica dello snowboard si realizza tenendo gli arti inferiori leggermente piegati e rilassati, le spalle lungo la direzione dello snowboard, le braccia leggermente aperte e rilassate per poter equilibrare la postura sia alzandole che abbassandole, i palmi rivolti verso la neve e lo sguardo nella direzione di marcia. Le altre due posizioni sono adatte a chi già ha assimilato le tecniche dei principianti (beginner) e passa alle advanced. Qui possiamo distinguere due posizioni di base, poiché i riders possono utilizzare attrezzatura hard o soft. Essendo lo scopo ultimo quello di ergonomizzare avremo una posizione hard che si differenzia dalla posizione di base precedentemente descritta, nelle braccia, che saranno tenute con i palmi rivolti verso la neve, nel braccio posteriore che invece di essere aperto sarà piegato a 90°, nelle articolazioni delle ginocchia che saranno piegate maggiormente e nella spalla anteriore che sarà leggermente più bassa di quella posteriore. La posizione soft è più rilassata, le braccia scendono lungo il corpo e comunque la spalla anteriore è leggermente più bassa ed entrambe le spalle restano parallele allo snowboard. In alcune tecniche race si mantengono posizioni di base con gambe molto piegate e spalle perpendicolari alla direzione di marcia per usufruire di minimi spostamenti del corpo con massimi risultati operativi. Ogni parte del corpo è messa in modo da favorire la surfata. Nella posizione di base beginner avremo le braccia aperte per equilibrare, mentre nella posizione hard avremo le braccia pronte a favorire l’impulso rotatorio del busto all'interno della curva. Le gambe sono sempre pronte a piegarsi e distendersi. Bisogna comunque ricordare che essendo una posizione di base a seconda della tecnica utilizzata questa cambierà nel corso dell'esercizio.

Spinta one foot

Quando ci si trova su terreni piani la mancanza di pendenza costringe il rider a sganciare il piede posteriore per spingersi. Si riesce così a raggiungere zone in pendenza o il punto desiderato. Per spingersi è sufficiente tenere un piede sullo snowboard e con l'altro spingere sulla neve ripetutamente. Con le tavole soft che hanno angolazioni minori è più difficile trovare la coordinazione del movimento e si può anche alternare spinte su uno e su l'altro lato dello snowboard.

Discesa dalla massima pendenza

Questo è il primo passo per ogni principiante, è opportuno cercare un pendio dolce terminante in piano che permette quindi di fermarsi senza frenare. Mettendosi in posizione di base si pone lo snowboard sulla linea della massima pendenza e lo si lascia scivolare finché non si ferma. E' un ottimo esercizio per iniziare a capire lo snowboard.

Derapata sulla massima pendenza

Non in tutte le aree surfabili è presente un pendio dolce terminante in piano, si può comunque iniziare ad assaggiare lo snowboard attraverso la derapata. In posizione di base si pone lo snowboard perpendicolare alla linea della massima pendenza e lo si lascia slittare omogeneamente. Il movimento all'inizio sarà a scatti e spesso succederà che la punta o la coda dello snowboard si indirizzino verso la linea della massima pendenza. Per ottenere un movimento fluido bisogna riuscire a trovare il giusto angolo di incidenza sulla neve in modo che lo snowboard scivoli leggermente e omogeneamente. Ogni volta che aumenta la velocità, bisogna inclinare maggiormente lo snowboard per frenare e questi cambi di inclinazione possono determinare il movimento a scatti. E' assolutamente indispensabile non far mai superare la perpendicolare al centro della terra dalla lamina a valle, se succedesse l'equilibrio sarebbe talmente compromesso da essere irrecuperabile determinando una caduta. Per correggere la direzione quando la punta o la coda dello snowboard si indirizzano verso la linea della massima pendenza, bisogna aumentare il peso verso la parte dello snowboard che resta a monte. L'aumento del peso si ottiene semplicemente inclinando la spalla in quella direzione. Il peso così disposto determinerà una leggera torsione di quella porzione di snowboard che ne favorirà lo scivolamento verso la massima pendenza. Arrivati alla linea perpendicolare alla massima pendenza si potrà quindi tornare in posizione di base con il peso centrale e riprendere una derapata omogenea. La derapata può essere eseguita sia in backside, posizione in cui si arriva subito ad avere un controllo del'attrezzo anche se spesso non utilizzando le caviglie ed in frontside, più stancante per l'utilizzo di muscoli generalmente poco sviluppati. La derapata è una tecnica che resta utile nel tempo, si applica quando si trovano tratti stretti in cui non è possibile curvare, o quando ci si sposta lentamente in un tratto ripido in mezzo alle persone o quando non ci si sente in condizione di applicare tecniche superiori.

Derapata in diagonale

Giunge il momento in cui si desidera attraversare la pista. A questo punto si cerca in posizione di base di porre lo snowboard perpendicolare alla linea della massima pendenza e lasciarlo slittare da un lato all’altro della pista in diagonale. Aumentando la pressione sulla punta dello snowboard mediante uno spostamento del peso in avanti determinandone così una leggera torsione, si diminuirà l'angolo di incidenza della punta e lo snowboard si dirigerà verso la linea di massima pendenza.

Virata stop

Questo esercizio ha l'unico scopo di frenare. In posizione di base si pone lo snowboard sulla linea della massima pendenza, lo si lascia scivolare e di colpo si ruota il busto di 90° derapando per incidere sulla neve e frenare. Maggiore è la velocità e maggiore sarà l'angolo di incidenza con conseguente inclinazione dell'asse corporeo all'interno della virata.

Curva in sbandamento totale

A questo punto iniziamo a curvare. La prima curva è più uno sbandamento. Partendo dalla posizione di base, in derapata diagonale, si aumenta il peso sul piede anteriore per determinare la torsione della punta dello snowboard in modo che si diriga sulla linea della massima pendenza e a questo punto si ruotano gli arti superiori nella direzione in cui si vuole girare. Si riporta il peso centralmente, lasciando sbandare lo snowboard finché non raggiunge la direzione desiderata. Ci si ritrova quindi in diagonale derapata. Le curve in sbandamento totale sono curve singole che vengono affrontate dal principiante con lo scopo di imparare a cambiare direzione. Alla fine della curva per restare in equilibrio si può procedere in derapata e per rallentare si aumenta l'angolo d'incidenza.

Curva controllata

Il passaggio alla curva controllata deve avvenire in modo graduale, non è conveniente determinare un salto da una tecnica all'altra, la curva controllata è infatti la naturale evoluzione della curva in sbandamento totale. Si Parte dalla posizione di base in derapata diagonale, si aumenta il peso sul piede anteriore, si ruotano gli arti superiori nella direzione in cui si vuole girare, e si lascia sbandare di 50-70 cm uniformemente lo snowboard ottenendo una curva molto ampia e graduale, finché non si raggiunge la direzione desiderata. E' importante memorizzare bene l’impulso rotatorio del busto all'interno della curva, la sensazione sarà quella esagerare il movimento, ma poiché lo snowboard segue il movimento del corpo ad una attenta osservazione, eventualmente in video ripresa, sarà possibile constatare che le spalle restano sempre in linea o appena oltre lo snowboard. Per ottenere dei movimenti esatti ed una postura corretta, bisogna guardare sempre nella direzione di marcia verso il punto che si vuole raggiungere a fine curva. Guardando verso il basso si rischia di non eseguire l’impulso rotatorio e di non riuscire a curvare. Spesso i principianti vanno a finire dove guardano; nella neve.

Diagonale in conduzione

Per passare alla curva controllata dinamica bisogna prima imparare ad eseguire la diagonale in conduzione. E' un esercizio che richiede solo un po' di pratica. In posizione di base si pone lo snowboard quasi perpendicolare alla linea di massima pendenza, con la punta appena in discesa, in modo che la leggera pendenza gli permetta di muoversi e lo si lascia scorrere sullo spigolo. Si lascia scorrere lo snowboard sulla lamina attraversando la pista.

Curva controllata dinamica

La curva controllata dinamica inizia ad introdurre il movimento di piegamento e distensione che verrà poi accentuato nella curva ampia condotta. Si parte dalla posizione di base in diagonale in conduzione, si accenna una distensione per effettuare il cambio di lamina, si aumenta il peso sul piede anteriore nella prima metà della curva accennando un piegamento e ruotando gli arti superiori nella direzione in cui si vuole girare. Nella seconda metà della curva si accenna una distensione, si lascia sbandare di 50-70 cm lo snowboard ottenendo una curva molto ampia e graduale finché non raggiunge la diagonale che si eseguirà nuovamente in conduzione.

Advanced Riding

Curva ampia condotta

La curva ampia condotta è il cuore dello snowboard. Per conduzione si intende lo scorrimento sul filo della lamina. Gli elementi che intervengono in una curva condotta sono in parte controllabili dal rider, che a questo punto inizia ad avere un discreto equilibrio, in parte determinati dall'attrezzatura ed in parte incontrollabili. Per avere una sensibilità tale da controllare completamente lo snowboard in tutti i suoi aspetti ci vogliono comunque almeno 300 giorni di allenamento. Il tragitto di una curva ampia condotta quindi varia a seconda della raggio di sciancratura e a seconda della flessibilità dello snowboard. Il raggio è comunque modificabile con una maggiore o minore pressione sullo snowboard, con uno spostamento del peso sulla punta o sulla coda e con una torsione lungo l'asse longitudinale dello snowboard. L'esecuzione standard avviene partendo dalla diagonale in conduzione, mantenendo lo snowboard sulla lamina, si distendono le gambe, si cambia lamina di appoggio, si inizia il piegamento delle gambe e contemporaneamente si porta il busto in rotazione all’interno della curva con la mano anteriore almeno 10 cm oltre lo snowboard. Giunti a due terzi della curva, l’impulso rotatorio accompagnerà tutta la curva. Più è ripido il pendio, più la curva termina in direzione della salita. A questo punto si torna in posizione di base e si effettua la diagonale condotta.

Curva ampia condotta concatenata

Le curve ampie condotte di solito vengono eseguite in serie proprio per il piacere di sentire la forza centrifuga che ti schiaccia verso lo snowboard e la velocità che rende i cambi di lamina automatici ed aerei. Viene quindi esclusa la diagonale condotta e si passerà direttamente dalla fine di una curva ampia condotta all'altra. Per visualizzare meglio l'esercizio possiamo immaginare i solchi tracciati sulla neve dallo snowboard; due mezze lune interrotte dal cambio di lamina. Considerando una curva uno dei solchi possiamo descriverne l'esecuzione partendo dal cambio di lamina dove si piegano le gambe e contemporaneamente si inizia una rotazione del busto all’interno della curva. Terminato il piegamento si distendono le gambe continuando l’impulso rotatorio del busto e si procede al cambio di lamina. Vi è stato un periodo in cui la tecnica dello snowboard intendeva che la distensione servisse solo per cambiare lamina. Oggi considerato che continuando a condurre in distensione si può tornare maggiormente verso la salita, si definisce la distensione come un movimento che nella prima parte serve a continuare la conduzione e nella fase finale serve a cambiare lamina di appoggio. La durata della conduzione in distensione può variare a seconda di quanto si desidera prolungare la curva in salita o renderla ampia. L rotazione del busto arriverà alle gambe determinando la caduta del peso del bacino sulla lamina in modo da aumentare la pressione esercitata dal piegamento e dalla distensione. Più è ripido il pendio, più bisogna terminare la curva in direzione della salita per rallentare la velocità. A questo punto si ripete l’esercizio nella direzione opposta. Le curve devono essere eseguite tutte con lo stesso raggio e la stessa velocità. La larghezza complessiva del tracciato occupato deve essere compresa fra i 16 ed i 25 metri a seconda del raggio di sciancratura dello snowboard. Per modificare il raggio di sciancratura si può intervenire piegando lo snowboard come se fosse un arco. La deformazione maggiore ed uniforme si ottiene piegando repentinamente e potentemente le gambe e una maggiore inclinazione dello snowboard la favorisce decisamente. Una deformazione parziale può essere anch'essa produttiva se dinamica; si può infatti iniziare la curva con il peso verso la punta in modo da inarcarla e finire la curva con il peso sulla coda ottenendo lo stesso risultato. L'armonia dei movimenti si ottiene comunque applicando sia la deformazione della punta che quella della coda. Un altro sistema consiste nel torcere lo snowboard creando al centro fra i due attacchi il punto di torsione. La torsione si può ottenere arretrando o avanzando il ginocchio posteriore nella direzione di marcia durante la fase di curva. Utilizzando attrezzatura hard è più proficuo e armonioso arretrare il ginocchio in frontside e avanzarlo in backside. Naturalmente per l'armoniosità del movimento e per la simmetria dei raggi di curva è meglio utilizzare entrambe le manovre o nessuna. La torsione dello snowboard fa scorrere la lamina anteriore su un binario e quella posteriore su un altro che pur avendo lo stesso raggio di arco ha una traiettoria leggermente diversa; sulla neve infatti il solco risulterà più largo. Non è quindi consigliabile su terreni ghiacciati praticare la torsione, in quanto farebbe perdere di aderenza l'attrezzo e dominare la forza centrifuga. Utilizzando invece attrezzatura soft si sente meno la necessità di ricorrere alla torsione; le tavole freestyle e freeride hanno infatti raggi di sciancratura ridotti. Comunque volendo utilizzarla è più proficuo invertire i momenti; avanzare il ginocchio in frontside e arretrare il ginocchio in backside. Attenzione però; la tenuta di una tavola soft è minore per via della lamina effettiva ridotta e inoltre essendo più larga è meno resistente alla torsione, bisogna fare attenzione a non esagerare il movimento pena la perdita di conduzione. Un altro modo di ridurre il raggio di curva è inclinare maggiormente lo snowboard fino ad arrivare ad effettuare un carving. Quello che determina un cambio di direzione, la curva, è l’impulso rotatorio del busto; questo si trascina dietro gli arti inferiori e la tavola che vi è allacciata. Il risultato di questo singolo movimento però sarebbe una curva in sbandamento totale. Per entrare in conduzione si utilizzano i piedi che di conseguenza ad un cambio di lamina deciso ed il peso della spalla anteriore più bassa premono la lamina sulla neve. La conduzione comunque durerebbe solo pochi secondi poiché dominerebbe la forza esercita dall’impulso rotatorio del busto e lo snowboard inizierebbe a sbandare. Si esegue allora il piegamento, il cui scopo è quello di continuare a premere sulla lamina in modo che questa scorra creandosi un binario. Finito il piegamento però non si ha più nessuna forza che contrasta l’impulso rotatorio, questa infatti deve proseguire lungo tutto l'arco della curva. A questo punto allora si esegue la distensione, che serve a premere ancora sulla lamina. Finito il piegamento infatti, abbiamo una tale forza centrifuga che ci porta verso la lamina di appoggio, che una distensione, non troppo lenta, sviluppa la stessa pressione sulla lamina di un piegamento. L'ultimo pezzo di distensione poi sarà utilizzato per cambiare lamina di appoggio. Se la velocità è alta si avrà un cambio aereo, cioè un cambio di lamina in cui per un istante né la lamina di front né la lamina di back toccheranno per terra. Osservando i solchi lasciati dallo snowboard sulla neve si vedranno infatti le due mezze lune più distanti del solito. E' importante inoltre calibrare bene l'estensione e la durata del piegamento e della distensione in modo da non avere tratti di curva privi di pressione sulla lamina. Prevarrebbe infatti la forza di sbandamento causata dall’impulso rotatorio.

Curva ampia condotta passiva

La curva ampia condotta può anche essere eseguita in modo passivo. In questo caso non si eserciterà un impulso rotatorio, ma si terranno le spalle in linea con lo snowboard, di conseguenza non sarà necessario eseguire forti piegamenti e distensioni, ma sarà sufficiente piegare le gambe quel tanto da avere la possibilità di cambiare lamina quando si distenderà. Non essendoci l’impulso rotatorio infatti, sarà sufficiente la forza centrifuga che spinge lo snowboard verso la neve a mantenere la conduzione. Le curve ampie condotte seguono una traiettoria determinata dal raggio di sciancratura dello snowboard e qualora questa fosse morbida, potrebbe ridursi il raggio di curva per la conseguenza della forza centrifuga.

Curva serpentina condotta

La curva ampia condotta ha dei limiti. Quando la larghezza del tracciato è ridotta o quando è poco ripido, si può eseguire la serpentina condotta che consiste in una serie di curve condotte concatenate che invece di occupare una traccia di 16-25mt. occupa solo 5-10mt. Partendo dalla discesa sulla massima pendenza, si pone lo snowboard sulla lamina, lo si lascia scorrere accennando con il busto una rotazione all’interno della curva con la mano anteriore 5-10 cm oltre lo snowboard. Si distendono le gambe per cambiare lamina di appoggio e una volta terminata la distensione si piegano. L’impulso rotatorio accompagna tutta la curva. Il tracciato occupato da due curve sarà di 4-5 metri. A questo punto si ripete l’esercizio nella direzione opposta. Le curve devono essere eseguite tutte con lo stesso raggio e la stessa velocità.

Serpentina slide

Se ci si trova invece su un pendio ripido non è consigliabile condurre una serpentina, in quanto è una curva in accelerazione e dopo poco sarebbe difficile controllare lo snowboard. Si utilizza quindi la tecnica della serpentina slide. Si parte dalla discesa diagonale derapata, si ruotano gli arti superiori nella direzione in cui si vuole girare, si alleggerisce completamente il piede posteriore e facendo perno sul piede anteriore si lascia sbandare lo snowboard ottenendo una curva larga 2-3 metri. Si ripete poi l’esercizio nella direzione opposta ottenendo un tracciato che complessivamente occupa 4-5 metri. Tutte le curve devono avere lo stesso raggio e velocità. In sostanza la serpentina slide è paragonabile a due derapate consecutive; una frontside e una backside. In questa tecnica è facile incorrere nella contro rotazione in frontside; ci si può trovare facilmente con il busto a valle anche se si è in frontside. Per ovviare a questo errore frequente è opportuno guardare sempre a monte finche non si ha automatizzato il movimento.

Scodinzolo

Con lo snowboard è possibile eseguire anche curve più strette della serpentina. Lo scodinzolo è una curva in conduzione che restringe il tracciato occupato in una larghezza di un metro e mezzo. E' una tecnica da eseguire su pendii dolci o per brevi tratti. Occorre coordinare bene i movimenti, perché è facile ritardare a muovere il busto in confronto alle gambe. Lo scodinzolo si esegue partendo dalla discesa sulla massima pendenza ponendo lo snowboard sullo spigolo, lasciandolo scorrere sulla lamina, distendendo leggermente le gambe per cambiare lamina di appoggio per poi piegarle. Il busto effettua una rotazione all’interno della curva con la mano anteriore 5-10 cm oltre lo snowboard che accompagnerà tutta la curva. A questo punto si ripete l’esercizio nella direzione opposta. Le curve devono essere sempre eseguite tutte con lo stesso raggio, la stessa velocità e lo stesso ritmo.

Scodinzolo slide

Quando le piste sono affollate sui bordi si forma uno strato di neve riportata che rappresenta un fastidio per gli sciatori e un gran divertimento per i riders. Su questo bordo si può eseguire lo scodinzolo se il pendio è dolce e lo scodinzolo slide se il pendio è ripido. Questa tecnica è indicata per le tavole soft con cui è più semplice surfare sulla neve morbida. Partendo dalla discesa diagonale derapata si ruotano gli arti superiori nella direzione in cui si vuole girare, si alleggerisce completamente il piede posteriore e facendo perno sul piede anteriore si lascia sbandare lo snowboard di circa 50-70 cm. Si ripete poi l’esercizio nella direzione opposta occupando un tracciato complessivo di circa 1,5 metri. Tutte le curve devono avere lo stesso raggio e velocità. A differenza della serpentina slide, in cui il tracciato è più largo, non lasciamo sbandare lo snowboard totalmente fino ad arrivare quasi perpendicolari alla linea di massima pendenza, ma lasciamo sbandare la coda di circa 45°.

Curva one foot

L'utilità di saper curvare con un solo piede agganciato allo snowboard, sta nel poterlo controllare quando si scende dalla seggiovia, evitando così accartocciamenti e ammucchiate con chi si ferma davanti all'arrivo o quando si utilizzano i vecchi impianti skilift. La curva one foot è comunque essenziale per gli istruttori, che la usano quando insegnano a dei principianti, potendo così risalire facilmente qualche metro, fermarsi a spiegare comodi ed eventualmente aiutare gli allievi. Per eseguire una curva on foot si parte con il solo piede anteriore agganciato allo snowboard ed il posteriore poggiato fra i due attacchi dalla diagonale derapata o dalla discesa sulla massima pendenza, si aumenta il peso sul piede anteriore, si ruotano gli arti superiori nella direzione in cui si vuole girare e si lascia sbandare lo snowboard finché non raggiunge la direzione desiderata per poi riportarsi in posizione di base.

Expert Riding

Virata 180° Foto 180°

La prima manovra freestyle da imparare è la virata 180° aerea. Per raggiungere questo obbiettivo si può passare intanto dalla virata 180° non aerea. Per ruotare è sufficiente lasciare scivolare lo snowboard facendo attenzione che lamina non incida mentre si ruotano le braccia nella direzione di rotazione. La virata 180° aerea può essere eseguita sia girando in senso orario che in senso antiorario. Sia partendo dal backside che partendo dal frontside. In tutte le varianti è un esercizio che termina con l'andatura in fackie. Per questo motivo è consigliabile provare qualche volta questa andatura prima di cimentarsi nel 180°. Il consiglio è comunque di iniziare imparando il 180° partendo dal frontside con rotazione della spalla posteriore verso monte. In questo modo se una volta atterrati doveste cadere potreste appoggiare le mani per terra, mentre nell'altro senso potreste sbattere la testa. Per ottenere un atterraggio migliore dato che si deve poi solitamente unire un frontside fackie, si può atterrare nuovamente in frontside e sfruttare così totalmente le tre articolazioni. Gli atterraggi in backside infatti non permettono di sfruttare entrambe le leve dell'articolazione della caviglia; appoggiandosi direttamente sul tallone resta esclusa la pianta del piede. Possiamo quindi partendo dalla diagonale condotta frontside piegare le gambe e preparare lo slancio di rotazione con le braccia per poi saltare ruotando il busto a monte nella direzione backside e farlo seguire nella rotazione dallo snowboard (la coda della tavola ruota verso monte), atterrare quindi in backside per affrontare una diagonale condotta in andatura fackie o atterrare in frontside per una eventuale curva fackie. Imparato questo tipo di virata 180° aerea si può anche provare nelle altre soluzioni.

Virata 180° fackie

Sicuramente più utile che imparare le altre virate è riuscire poi a tornare dal fackie al forward. Anche in questo caso è consigliabile ruotare la parte posteriore della tavola verso monte in modo da realizzare un atterraggio più sicuro. Partendo dalla diagonale condotta andatura fackie frontside, si piegano le gambe, si prende lo slancio con le braccia per la rotazione per poi saltare ruotando il busto nella direzione frontside facendo passare verso monte la parte dello snowboard posteriore rispetto al senso di marcia. Si atterra quindi in backside per affrontare una diagonale condotta in andatura forward o in frontside per una eventuale curva.

Curve ampie slide

Quando ci si trova su pendii ripidi, larghi ma non abbastanza da poter eseguire una una curva ampia condotta o quando ci si trova in condizione di non poter risalire a monte per poter rallentare l'andatura si eseguono le curve ampie slide. Una curva ampia slide può anche essere inserita in un contesto di curve ampie condotte, qualora vi fosse un ostacolo non superabile con un cambio di raggio realizzato con maggiore o minore piegamento delle gambe. La curva ampia slide si esegue partendo dalla diagonale condotta o dalla diagonale derapata. Durante la curva si fa scorrere sulla lamina lo snowboard solo nella parte anteriore, si lascia sbandare la coda di circa 20 cm alleggerendo il peso sul piede posteriore e si porta il busto in rotazione all’interno della curva con la mano anteriore almeno 10 cm oltre lo snowboard. Effettuato il cambio di lamina si piegano leggermente le gambe alleggerendo il peso sulla gamba posteriore in modo da entrare in conduzione solo con la parte anteriore dello snowboard. L’impulso rotatorio accompagnerà tutta la curva e finito il piegamento, tornando in posizione di base si eseguirà o una diagonale condotta o slide. Se si vogliono concatenare più curve si eseguirà un cambio di lamina distendendo le gambe lentamente in modo che la pressione non determini la conduzione totale della lamina. I movimenti di impulso rotatorio, piegamento e distensione devono essere ridotti rispetto ad una curva ampia condotta. Piegamento e distensione accentuati porterebbero alla conduzione totale. L’impulso rotatorio accentuata, essendoci poca pressione sulla lamina porterebbe ad una curva controllata. Le curve concatenate devono essere eseguite tutte con lo stesso raggio e la stessa velocità.

Curve condotte medio raggio

Curva condotta a medio raggio non significa che se ne esegue una parte come accade nella serpentina, ma che si deforma talmente lo snowboard da poter restare in conduzione senza accelerare occupando un tracciato largo circa 7 metri. Questa è l'unica tecnica non race in cui invece di avere le spalle in linea con lo snowboard, si tengono perpendicolari alla direzione di marcia. La posizione di base quindi è diversa. Le gambe vengono piegate molto e i palmi delle mani toccano la neve all'interno della curva, a destra la mano destra e a sinistra la mano sinistra. Attenzione alle dita delle mani, devono essere tenute in alto ed il palmo rivolto verso la neve altrimenti si possono rompere. Appoggiare le mani ha nua sua funzione. Una parte dell'energia cinetica viene scaricata con l'attrito sulla neve. Lo scopo della curva è mantenere una velocità costante occupando un tracciato ristretto. Per eseguirla quindi, partendo dalla discesa sulla massima pendenza, porre il busto perpendicolare alla direzione di marcia, iniziare la conduzione sullo spigolo, piegare esageratamente le gambe portando il peso in avanti in modo da inarcare la punta dello snowboard. Giunti a metà curva spostare poi il peso posteriormente e distendere le gambe per inarcare la coda dello snowboard effettuando il cambio aereo dello spigolo. Le curve devono essere eseguite tutte con lo stesso raggio e la stessa velocità. Il tracciato occupato deve essere compreso fra i 4 ed i 7 metri a seconda del raggio di sciancratura dello snowboard. Questa è la tecnica hard più complessa. Richiede un notevole coordinamento ed una buona sensibilità nei piedi. La curva a medio raggio è comunque eseguibile solo su neve non ghiacciata. Utilizzando la deformazione esagerata dello snowboard la lamina non riuscirebbe a tenere la conduzione su tutta la sua lunghezza. Spostando il peso del corpo prima sulla punta e poi sulla coda si riesce a farla lavorare solo su porzioni di snowboard con un arco uniforme. Il problema della tenuta su tutta la lamina è infatti dovuto non tanto allo snowboard, quanto al mancato inarcamento della zona fra gli attacchi. In questo punto infatti lo snowboard essendo generalmente spinta da entrambe i piedi, non si flette omogeneamente. Se spinta da un solo piede potrebbe flettersi omogeneamente es la pressione fosse talmente calibrata da non dividerla in due archi di raggio diverso, ma resterebbe comunque una zona di non flessione sotto gli attacchi a causa delle boccole. Una soluzione potrebbe essere unire le ginocchia in curva, ma bisognerebbe avere i piedi posizionati a 0° e comunque non si potrebbero piegare le ginocchia per spingere sulla lamina. Qualcuno sta sviluppando degli studi sull'attrezzatura per ovviare a questa deformazione non omogenea, non le grosse ditta, ma piccoli artigiani che utilizzano alta tecnologia e sono più interessati a vendere qualità invece che quantità.

Carving

Il carving è una curva ampia condotta portata al radicale. Il primo a divulgarla fu Serge Vitelli ed infatti il nome originale di questa manovra sarebbe "vitelli turn". Il carving viene eseguito spingendo la tecnica delle curve ampie condotte all'estremo. SI ottiene inclinando al massimo lo snowboard, in modo da arrivare a toccare la neve con le mani, le ginocchia (in front) e il sedere (in back). Il carving sarebbe una conseguenza diretta della curva ampia condotta eseguita in velocità e su forti pendenze. Occorre almeno una di queste due condizioni per poter generare tanta forza centrifuga che faccia premere la lamina sulla neve, da bilanciare l'esasperata inclinazione. Effettuato il cambio di lamina inclinare quanto più possibile lo snowboard, lasciarlo scorrere sulla lamina, piegare le gambe portando il busto in rotazione all’interno della curva tendendo la mano anteriore o entrambe verso la neve fino ad arrivare a toccare a causa dell’elevata inclinazione. Esaurito il piegamento distendere le gambe e poi cambiare spigolo di appoggio. L’impulso rotatorio accompagnerà tutta la curva. Più è ripido il pendio, più la curva termina in direzione della salita. Le curve devono essere eseguite tutte con lo stesso raggio e la stessa velocità. La larghezza complessiva deve essere compresa fra i 16 ed i 35 metri a seconda del raggio di sciancratura dello snowboard. In condizioni di neve morbida o compatta aiutarsi spostando il ginocchio posteriore verso l’interno della curva. E' spettacolare veder poggiare la mano posteriore sulla neve durante il frontside. Non è tecnicamente corretto, poiché porta ad una mancata rotazione del busto di conseguenza non si ha più il controllo totale dell'attrezzo. Non è facile evitare un ostacolo improvviso e ci si lascia portare dallo snowboard invece di guidarlo. Dopo molto allenamento comunque si può riuscire a poggiare la mano posteriore eseguendo comunque l’impulso rotatorio. Per sfruttare al massimo la tecnica del carving si possono portare entrambe le mani sulla neve all'interno della curva aumentando così l’impulso rotatorio. E' molto produttivo utilizzare la distensione per sdraiarsi sulla neve conducendo. Anche nel carving si possono utilizzare l'arretramento del ginocchio per torcere lo snowboard e le deformazioni non omogenee (prevalentemente in punta all'inizio della curva, prevalentemente in coda alla fine). Queste ultime sono poco indicate a basse velocità. Se si volesse eseguire un carving a "o" bisogna avere molta velocità arrivare su un pendio dolce e giunti a fine curva dopo la distensione effettuare un nuovo piegamento delle gambe sempre ruotando all'interno della curva. Se il nuovo piegamento viene eseguito almeno al punto di massima pendenza in salita, il punto di stallo, allora si riuscirà a proseguire. Una pista con contro pendenza può aiutare nella manovra in quanto il punto di stallo è più facile da raggiungere e superare. Nella curva opposta al contrario sarà difficilissimo superarlo. Le tavole alpine lunghe e con raggi di sciancratura fra i 9 ed i 16 metri aiutano ad eseguire ampi carving.

Andatura fackie

L'andatura fackie è una manovra propriamente soft che può essere eseguita anche con attrezzatura hard. Si può eseguire partendo direttamente all'indietro o effettuando una virata 180°. Partendo dalla discesa sulla massima pendenza procedendo in direzione della coda dello snowboard lo si mantiene sullo spigolo. Si lascia scorrere sulla lamina portando il busto in rotazione all’interno della curva, si distendono le gambe lentamente per cambiare lamina di appoggio e poi si piegano per mantenere la conduzione. L’impulso rotatorio accompagnerà tutta la curva. Da qui si effettua la diagonale condotta.

Super scodinzolo

Una tecnica che richiede grande coordinamento è il super scodinzolo. Si tratta dell'accenno di una curva, in realtà invece che curvare si continua a cambiare lamina di appoggio, occupando un tracciato di circa 50 cm. In questa tecnica il busto resta fermo e la mano anteriore resta nella direzione di marcia, perché se anticipasse lo snowboard si allungherebbero i tempi di cambio e si otterrebbe lo scodinzolo. Le gambe si muovono unicamente per cambiare di lamina. La tavola deve toccare con la lamina sulla neve e subito, prima di scorrere deve essere alzata per il cambio. Non è una tecnica molto utile sulla neve, però è sicuramente un esercizio utile alla coordinazione.

Ollie

Questa manovra freestyle che deriva dallo street skate è utile per superare ostacoli improvvisi. Bisogna alzare repentinamente la parte anteriore dello snowboard ed immediatamente far seguire la parte posteriore sfruttando le capacità elastiche dello snowboard per poi atterrare con lo snowboard leggermente in punta o piatta.

Jump

Qui si parla di salti semplici, dal punto di vista della figura in aria. Per quanto semplici possono comunque essere molto alti e lunghi a seconda del trampolino e della velocità con cui lo si affronta; Partendo dalla discesa sulla massima pendenza o dalla diagonale condotta, si piegano le gambe per poi saltare in corrispondenza del dente del jump. S raccolgono poi gli arti inferiori per distenderli non completamente e ammortizzare l’atterraggio che non deve essere eseguito con la parte anteriore dello snowboard. Imparato il jump si può iniziare a passare a manovre freestyle più complesse.

Gobbe

Le gobbe sono un terreno divertente ed impegnativo per lo snowboard. Non è sempre possibile passarvi in mezzo e quindi fino ad una certa altezza è possibile girarci sopra. Un terza via è ammortizzarle e richiede una preparazione fisica ed una prontezza di riflessi altissima. Per girare sulle gobbe bisogna far coincidere il cambio di lamina di appoggio con la cima della gobba. Per affrontare la gobba frontalmente si conducendo sulla lamina assorbendo fortemente le gobbe. Per evitarle si procede dove possibile in conduzione, ma il più delle volte in slide, aggirandole con rapidi cambi di lamina. In ogni caso non si parla di curve simmetriche come negli altri esercizi dello snowboard.

Powder

In neve fresca possono essere eseguite quasi tutte le tecniche dello snowboard. Naturalmente vanno scelte in base alla pendenza ed alla tipologia della neve. La differenza è nella distribuzione dei pesi. Essendo morbida, la neve fresca non perdona gli errori di distribuzione dei carichi, che la neve battuta e le costruzioni in cap correggono. E' importante mantenere un peso centrale o leggermente maggiore sulla coda dello snowboard a seconda della velocità. Questo non significa arretrare il corpo nella direzione di marcia o tendere la gamba anteriore. Nel primo caso avremmo una riduzione drastica delle capacità di controllo sugli ostacoli improvvisi, nel secondo caso avremmo una una riduzione della capacità di assecondare il terreno. Se si vuole aumentare il peso sulla coda a causa dell'aumentare della velocità, bisogna aumentare la pressione con il piede posteriore, restando con il corpo in posizione centrale. Si sarà così pronti a bilanciare cambi di terreno che spesso sono poco visibili. Solo se si raggiunge una velocità tale da riuscire a far planare lo snowboard o si viaggia su pendii poco inclinati, è consigliabile arretrare leggermente il corpo. Alla fine di una curva se il corpo è arretrato è difficile effettuare un cambio di spigolo di appoggio omogeneo ed è facile perdere il controllo.

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Lo Snowpark

Introduzione

L'area attrezzata predisposta per lo snowboard viene chiamata snowpark. Varie strutture possono essere inserite per eseguire esercizi diversi. Lo snowpark può essere orientato al freestyle, al race o al boardercross. Nel caso del race, normalmente vi troviamo un percorso di duel in cui ci si può confrontare con un altro rider o con un cronometro. Nel caso del boardercross troveremo un percorso ad ostacoli pronto per una gara, nel caso del freestyle possiamo trovare un halfpipe o una serie di ostacoli di vario tipo.

Realizzazione

La realizzazione di uno snowpark può avvenire solo dietro la presentazione di progetto al servizio piste della regione in cui si vuole realizzare e con l'approvazione di questo. In caso contrario essendo fuori norma non è possibile renderlo praticabile. Il progetto comunque serve anche chiarirsi le idee su come trasformare l'area destinata, che non deve avere caratteristiche particolari, in un parco divertimenti per riders. Per realizzare uno snowpark ci vuole molta neve e quindi è consigliabile disporre di innevamento artificiale se manca la neve naturale. Per risparmiare sulla neve si possono realizzare le strutture già in terra o con balle di fieno contenute in sacchetti di nylon e lasciare che la neve li rivesta. La manutenzione è molto importante per le strutture come l'halfpipe che deve essere perfetta per garantire una buona surfabilità, e per i percorsi duel e boardercross, nonché per tutti gli ostacoli che si deteriorano facilmente. L'ideale nella realizzazione di uno snowpark è sfruttare il terreno. Una pendenza costante del 16 può essere l'ideale per la realizzazione di u halfpipe, una pendenza del 45% può essere l'ideale per un percorso duel, una pista con vari cambi di pendenza e curve può essere sfruttata per un percorso di boardercross. La scenografia dello snowpark gioca un ruolo fondamentale. Bisogna creare l'atmosfera adatta con musica ad alta diffusione, luoghi di socializzazione all'aperto come icebar, sdraio ecc. da cui si veda tutto lo snowpark e meglio ancora affidarne la gestione a persone simpatiche che sappiano movimentare l'ambiente e quindi che abbiano un modo di pensare da rider o da skater e non da sciatore. Vediamo quindi quali possono essere gli ostacoli per un percorso vario.

Table top (1)

È una struttura composta da tre parti, una rampa di entrata (Kick) in salita che lancia in lungo, una zona piatta (flat) da superare e una rampa in discesa (landing) che serve ad atterrare. La larghezza può variare da 3 a 7 metri, la lunghezza della rampa di entrata da 7 a 9 metri, il flat può variare da 3 a 10 metri e la rampa di atterraggio può essere di circa 8-12 metri e deve sfociare in una zona in cui si possa frenare. Il table top si può realizzare senza il flat per risparmiare neve, con un buco in mezzo. In questo caso si chiamerà Gap Jump (5) e cioè con un jump con ostacolo. E' molto pericoloso e non viene mai approvato dai servizi controllo piste.

Table top (1)
Fun box (3)

È formato da 3 rampe di entrata e 3 di uscita con un flat centrale. La struttura complessivamente è larga da 5 a 15 metri. La rampa di entrata principale il flat e la rampa di atterraggio sono strutturate come nel table jump. Vi sono altre due rampe di accesso laterali e due rampe di uscita laterali altrettanto lunghe come la principale. Nelle zone intermedie fra le rampe laterali di entrata e quella principale di entrata si possono inserire altre due zone di accesso.

Fun box (3)
Spin (4)

Lo spin è costituito da una rampa di entrata di forma trapezoidale, la cui base minore corrisponde alla larghezza dell'ostacolo (circa 20 cm). L'ostacolo lungo circa 8-10 metri ha due zone di atterraggio laterali sagomate.

Spin (4)
Pyramid (6)

È una struttura composta da tre parti, una rampa di entrata (Kick) in salita ripida che lancia molto verso l'alto, una zona piatta (flat) molto corta e una rampa in discesa (landing) che serve ad atterrare. La larghezza può variare da 3 a 7 metri, la lunghezza della rampa di entrata da 5 a 7 metri, la rampa di atterraggio può essere di circa 5-9 metri e deve sfociare in una zona in cui si possa frenare.

Spin (4)
Rail (7)

È una struttura di metallo, legno o P.V.C. alta da 0,5 a 1 metro e lunga da 2 a 10 metri, larga da 0,05 a 0,1 metri. Prima del rail spesso si realizza un piccolo kicker per salirci sopra.

Rail (7)
Transfer (8)

È una struttura realizzata con una entrata uguale al table top e uno spin al posto del flat che consente di atterrare solo su un lato.

Transfer (8)

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Regole di comportamento in pista

Prudenza

Ogni rider deve comportarsi in modo da non mettere in pericolo la persona altrui o provocarne danno.

Padronanza della velocità e del comportamento.

Ogni rider deve tenere una velocità ed un comportamento adeguato alla propria capacità nonché alle condizioni generali e del tempo.

Scelta della direzione.

Il rider a monte il quale, per la posizione dominante, ha la possibilità di scelta del percorso,deve tenere una direzione che eviti il percorso di collisione con il rider a valle.

Sorpasso.

Il sorpasso può essere effettuato tanto a monte quanto a valle, sulla destra o sulla sinistra, ma sempre a una distanza tale da consentire le evoluzioni del rider sorpassato.

Attraversamento e incrocio.

Il rider, che si immette su una pista o attraversa un terreno di esercitazione, deve assicurarsi, mediante controllo visivo a monte e a valle, di poterlo fare senza pericolo per se e per gli altri. Lo stesso comportamento deve essere tenuto dopo ogni sosta.

Sosta.

Il rider deve sostare sempre in luoghi ben visibili della pista. Non dovrà in alcun caso fermarsi o sostare in special modo nei passaggi obbligati o senza visibilità. In caso di caduta il rider deve sgomberare la pista al più presto possibile.

Salita.

Il rider che risale la pista deve procedere soltanto ai bordi di essa ed è tenuto a discostarsene in caso di cattiva visibilità. Lo stesso comportamento deve tenere il rider che discende a piedi la pista.

Rispetto della segnaletica.

Tutti i riders debbono rispettare la segnaletica delle piste

Attraversamento e incrocio.

Il rider che si immette su una pista o attraversa un terreno di esercitazione, deve assicurarsi, mediante controllo a monte e a valle, di poterlo fare senza pericolo per se e per gli altri. Stesso comportamento va tenuto dopo ogni sosta.

Identificazione.

Chiunque sia coinvolto in un incidente o ne sia testimone è tenuto a dare le proprie generalità.

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GLOSSARIO

A - B - C - D - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - V - W
3D

Geometria di bloccaggio utilizzabile sia con attacchi soft che hard . Il fissaggio avviene attraverso 3 viti (sistema Burton).

4X4

Sistema di bloccaggio degli attacchi sia soft che hard . Il fissaggio avviene attraverso 4 viti (sistema universale).

Aerial

Salto con rientro effettuato sulla sponda di un half pipe.

Air

Qualsiasi azione che ci porti a staccare la tavola da terra è detta air o jump.

Air-to-fakie

Tipico trick da half-pipe(*) in cui il rider(*) non compie rotazioni e quindi atterra in fakie(*)

Alley oop

Rotazione back-side o front-side eseguita in pipe o quarter, per un regular(goofy al contrario) uscendo dal muro front-side girando in back-side e uscendo dal muro back-side girando in front-side, e fattibile anche switch e cab ma è più difficile.

Angolazione

Posizione degli attacchi rispetto all’asse trasversale della tavola.

Andatura

Modo di procedere del rider sulla neve. Può essere forward oppure fakie detto anche impropriamente switch ma che andrebbe usato solo in caso di manovra aerea.

Anima

Elemento che costituisce la parte interna della tavola , sostenendo le due superfici esterne, quella superiore e la soletta . Legno : è il materiale principe per la costruzione delle tavole , è quello che meglio risponde alle caratteristiche di elasticità , di reazione , di risposta e di durata . Purtroppo è anche il più costoso , per qusto tutti sono alla ricerca di materiali e sistemi di costruzione alternativi. Materiali Compositi : Schiume , PU , iniettati , sono tutti materiali usati per rimpiazzare il legno , uniti a vari sistemi di costruzione .Anche se per ora il legno rimane il migliore dei materiali , anche con i materiali compositi si ottengono egregi risultati.

Appoggio

Da non confondere con carico, è l’azione che permette di aumentare la pressione all’estremità del piede (avanti in front-side e dietro sul back-side). L’appoggio è l’elemento fondamentale per una corretta presa di spigolo.

Asimmetrico

Il lato front e quello back di una tavola non sono speculari rispetto all’asse longitudinale. Esistono asimmetrie di forma con le sciancrature spostate rispetto all’asse longitudinale. Asimmetrie di sciancratura con tavole simmetriche in tutto tranne che nelle due sciancrature , una è più profonda dell’altra, tipicamente quella back . Infine esistono asimmetrie totali sia per forma che per sciancratura.

Attacco

Accessorio che fissa lo scarpone alla tavola; può essere a guscio per scarponi soft , e a piastra per scarponi hard.

Azione ribaltante

Intervento intenzionale che il rider compie per creare una forza diretta in avanti-interno nella fase finale di una curva ribaltando il corpo rispetto all’asse longitudinale in direzione della nuova curva da compiere.

Azione sterzante

Movimento di rotazione degli arti inferiori che permette di gestire durante la curva la tavola tra la conduzione e la sbandata controllata.

Backcountry

Surfare in neve fresca raggiungendo la cima della montagna con le proprie forze, ciaspole (racchette da neve), scietti, tavola split ecc…(senza dimenticare gli strumenti di autosoccorso).

Backside

Riferito a tutto ciò che si trova alle vostre spalle, lamina o muro del pipe. Base d'appoggio (sostanzialmente i propri piedi).

Backside Air

Grabbare con la mano davanti la lama dei talloni davanti l’attacco anteriore, torcendo la schiena, girando la tavola verso valle col ginocchio anteriore flesso e distendendo la gamba posteriore.

Baseless

Tipo di attacco adatto solo con scarponi soft . Prevede che lo scarpone appoggi direttamente sulla tavola, senza una base con disco graduato.

Beeper

Un ricetrasmettitore da valanga.

Bindings

Non sono altro che gli attacchi, il sistema col quale siamo connessi alla tavola.

Board

La nostra tavola.

Bone

Si riferisce alla distensione di una gamba durante un salto.

Bonk

Viene definito bonk l'atto di colpire con la tavola un qualsiasi oggetto.

Boots

I nostri scarponi.

Box

Struttura slidabile più larga e spesso rivestita in plexiglass o altri materiali (può avere svariate forme e lunghezze come i rail già descritti, ma facilita l’esecuzione degli slide).

Busto

Parte superiore del corpo.

C-Rail

Rail fatto a forma di c aperta, curvo, di solito è un box, da cui c-box.

Cab

Termine per definire una manovra aerea eseguita staccando in fakie ma usata solo per le rotazioni front-side staccate in andatura fakie, ovvero switch front-side = cab.

Canalino

Stretti passaggi tra formazioni rocciose che richiedono curve di raggio stretto.

Canting

Piccoli spessori sotto lo scarpone che forzano il piede a inclinarsi in avanti.

Cap

Tecnologia costruttiva che utilizza l'abs superiore per avvolgere i lati della tavola: il perimetro della superficie si congiunge con la soletta coprendo così il profilo dell’anima senza però formare una scatola di torsione vera e propria. E' una tecnologia di costruzione "economica".

Capacità percettiva

Capacità di fare gli aggiustamenti necessari per adattarsi ai cambi di terreno.

Carico

La risultante di tutte le forze che agiscono sul sistema attrezzo-rider, avendo come punto di applicazione il baricentro del rider.

Carta di credito, salto della

Salto molto piccolo.

Cartella o Crash

Ogni evoluzione chiusa sfracellandosi...

Carving

Curva senza slittamento, che produce una traccia pulita sulla neve. Surfare in pista con attrezzatura specifica da alte velocità con l’obbiettivo di esasperare la conduzione e la prestazione velocistica, cimentandosi talvolta tra i pali da slalom e slalom gigante.

Centro di gravità

Punto immaginario all'altezza dell'ombelico.

Centro tavola

La parte più stretta della tavola.

Cliff

Un cliff e' un dislivello naturale della montagna in cui le rocce formano una parete verticale di alcuni metri, nel freeride e' l'unico tipo di salto che si puo' fare ma vi assicuro che basta e avanza, con atterraggio in discesa pronunciata.

Coda

La punta posteriore della tavola, dietro il piede posteriore.

Core

L'anima della nostra tavola, può essere in legno, legno e compositi o in schiuma (bassa qualità).

Corkscrew

Termine usato per descrivere alcune rotazioni che presentano un asse spostato rispetto a quello verticale.

Compressione

Piegamento di ginocchia e caviglie.

Conduzione

Si effettua quando la tavola procede senza slittamenti laterali solo sullo spigolo della tavola.

Coping

Il coping e' la parte superiore piatta di un half-pipe(*), quella, per intenderci, dove si cammina durante la risalita.

Curva dinamica condotta

Aggiungere rapide estensioni e flessioni in una curva condotta.

Curva dinamica in derapata

Aggiungere rapide estensioni e flessioni in una curva in derapata.

Curva Jet

Utilizzare la coda della tavola per una veloce conclusione della curva, un abile movimento degli esperti con una perfetta padronanza di posizione e bilanciamento.

Curve di Slalom gigante

Curve ritmate e di raggio ampio concatenate tra loro.

Curve Slalom

Curve veloci, ritmate e aggressive.

Deck

Piattaforma per il pubblico durante le gare di pipe.

Derapata

Fare pressione sull'angolo di lamina per controllare la velocità, mentre la tavola resta perpendicolare alla linea di massima pendenza.

Derapata a foglia morta

Controllare la direzione guidando la tavola con i piedi, muovendosi avanti e indietro come una foglia che cade.

Direzionale

Tavola con assimetria rispetto l’asse trasversale passante per il centro –tavola , realizzata specificatamente per avanzare in un senso piuttosto che nell’altro.

Disco graduato

Disco inserito all’interno dell’attacco con tacche di riferimento che indicano l’inclinazione assunta.

Distensione

Allungamento, come in uscita da una curva.

Duble-Kick

Tavola con punta –coda rialzate ma non simmetriche.

Duck Stanced

Quando si montano gli attacchi in modo che le punte dei piedi siano aperte o divergenti (a papera).

Fakie

surfare con la tavola all'indietro, andando a rovescio, uno dei fondamentali del free-style (si usa il sinonimo switch quando ci si riferisce a qualsiasi manovra aerea compiuta in andatura fakie).

Feed Back

Stimolo di risposta che riceve il rider dall’azione che sta compiendo.

Fianchini

E' ciò che mantiene la tavola assemblata, proteggendo i bordi e il materiale all'interno.

Fianco

Profilo laterale della tavola : comprende le lamine e il perimetro della superficie superiore.

Flat

Il fondo del pipe o la distanza tra il jump ed il landing, (la parte piatta) in quest'ultimo caso mai atterrarci sopra, pena ginocchia in bocca.

Flex

Rigidità della tavola in senso longitudinale ; varia a seconda della disciplina per la quale la tavola è stata progettata , e dal peso del surfista ; più la tavola ha flex , più reattiva è sotto i piedi del rider.

Flip

Un flip e' una manovra molto spettacolare che prevede di effettuare uno o piu'(!) salti mortali (sia in avanti che all'indietro e a seconda della manovra si aggiunge il prefisso "back" all'indietro o "front" in avanti); ne esistono comunque molte versioni diverse.

Forward

Surfare normalmente dal proprio verso non al contrario (chiunque ha un senso di marcia prevalente).

Freecarve

Surfare in pista con l’unico obbiettivo di fare curve interpretando a proprio modo i pendii a disposizione. i freecarvers possono essere sia soft che hard pur avendo attrezzature molto varie (dal freeride al hard puro).

Freecarver

Un alpiner alla ricerca di performance e versatilità.

Freeride

Surfare liberamente in pista e fuori pista facendo salti, cliffs, curve, neve fresca… ma sempre sfruttando qualsiasi mezzo meccanico (impianti, motoslitte, gatti, elicotteri) e la morfologia del terreno a disposizione (la massima espressione si ottiene in neve fresca).

Freerider

Un rider in grado di sfruttare l'intera montagna, surfandola dalla cima alla base.

Freestyle

Surfare liberamente ma con l’obbiettivo marcato del salto, dell’acrobazia a tutti i costi sfruttando dove possibile strutture già pronte (parks) o costruite appositamente dai freestylers.

Frontside

Riferito a tutto ciò che si trova di fronte, lamina o muro del pipe, quando lo snowboarder è in appoggio sulla lamina corrispondente alla punta degli scarponi.

Fuoripista

Fuori dalle piste battute, vietato in presenza di avvisi di valanghe e da praticare sempre con attrezzatura adeguata ed in compagnia.

Funbox

Letteralmente scatola-di-divertimento e' un tipo di straight-jump un po' particolare, questa struttura ha infatti la forma di un parallelepipedo adagiato sul suo lato piu' lungo con salto e atterraggio sulle facce piu' piccole.

Gap

Un salto in cui non è presente il flat ma vi è un vuoto tra il kicker ed il landing.

Goofy

Un goofy e' semplicemente un rider(*) che normalmente conduce la tavola con il piede destro in avanti.

Grab

Un grab e' una manovra che prevede di prendere una parte della propria tavola con la mano, l'atto e' spesso definito "grabbare".

Grafite

Materiale utilizzato nelle solette che , associato in polvere al polietilene sinterizzato , migliorano la scorrevolezza su certi tipi di neve.

Grind

In generale si intende per grind un qualsiasi slide(*) ma in particolare di solito ci si riferisce al cosiddetto 50/50 cioe' uno slide effettuato con la tavola perpendicolare alla ringhiera, panchina, etc.

Half Pipe

Letteralmente "mezzo tubo" e' una struttura dedicata allo snowboard che ha proprio la forma di un tubo tagliato nel senso della lunghezza, le pareti del "tubo" hanno altezze e inclinazioni variabili ma sono solitamente molto ripide (15 gradi circa) e con un'altezza dai 3 ai 5 metri, la lunghezza totale della struttura e' solitamente di 80-100 m. circa, questo permette al rider(*) di compiere piu' manovre consecutive passando da un muro all'altro attraverso una transizione(*) di circa 5 metri. (disciplina olimpica).

Handplant

Si realizza quando il rider raggiunge la posizione inverted (a testa in giù) sul lip e appoggia il peso su una mano.

Handrail

Si realizza quando il rider raggiunge la posizione inverted (a testa in giù) sul lip e appoggia il peso su una mano.

Handrail

Letteralmente "rotaia per le mani" si tratta semplicemente di un corrimano metallico di forma tubolare usato negli snowparks(*) come struttura dedicata allo slide.

Hard

Tipo di scarponi dotati di scocca rigida esterna , simile a quelli utilizzati nello sci, utilizzati sempre con tavole direzionali molto rigide, in grado di fare curve da paura, usate in pista e nel boardercross.

Hardpack

Neve ghiacciata, compattata dal passaggio dei riderso dalle variazioni della temperatura.

Inclinazione

E’ il movimento che provoca della presa di spigolo . Si ottiene generalmente inclinando il corpo all’interno della traiettoria di curva.

Indy

Grab(*) tra i piu' semplici, del quale esistono molte diverse versioni, che prevede di grabbare con la mano dietro la lamina tra le punte dei piedi, diventa nose-bone se si distende la gamba anteriore.

Japan Air

Grabbare con la mano davanti sulla lama davanti all’interno dei piedi passando però col gomito esternamente al ginocchio. Trick spettacolare...

Jib

Termine un po' strano che intende l'atto di andare con la tavola su qualcosa che non sia la neve come ad esempio l'erba, l'asfalto, gli alberi etc. direttamente derivato dal freestyle, sfruttando l'elasticità della tavola!

Jump

Salto.

Kicker

La rampa che percorriamo per saltare, detto anche dente, che può essere più o meno verticale ed ha la sua transizione.

Kink rail

Rail con tre superfici slidabili, di solito piano-discesa-piano, ma ve ne sono multipli.

Lamina

Ne esistono di due tipi: continue e spezzate. Le lamine continue avvolgono la tavola per tutto il perimetro e le conferiscono maggior robustezza. Quelle spezzate sono intenzionalmente divise in piccole sezioni per offrire maggiore flessibilità.

Lamina backside

Lamina alle vostre spalle.

Lamina effettiva

La lunghezza di scivolamento della tavola.

Lamina frontside

Lamina posizionata davanti alla punta dei vostri piedi.

Landing

Atterraggio dopo un salto, preferibilmente molto ampia e molto inclinata.

Larghezza

Determina la rapidità di inversione di spigolo , ovvero il tempo che passa nel cambio di lamina tra una curva e l’altra . Non sembra possibile ma pochi centimetri cambiano radicalmente questo tempo fatto di una frazione di secondi . La larghezza determina anche la stabilità che si ha , ovviamente maggiore è più stabile . La larghezza va scelta in base alla misura dei piedi , gli angoli che si adottano e il tipo di scarpe usate. Deve essere tale che la punta e il tallone del piede posteriore , quello meno angolato , sporgano leggermente . Normalmente sono indicate tre larghezze: coda , centro lamina , e punta ( per punta e coda si intende per inizio e fine della lamina di contato dove la tavola è più larga ).

Late

Si dice late qualsiasi manovra soprattutto spin, girato volutamente in maniera molto lenta, quasi in ritardo.

Lean

Grabbare con la mano davanti la lama dei talloni tra i piedi flettendo leggermente le ginocchia, diventa melancholy distendendo la gamba davanti.

Leash

Dispositivo di sicurezza fissato sull'attacco anteriore e agganciato alla gamba più avanzata sulla tavola.

Linea di massima pendenza

La traiettoria immaginaria che una pallina seguirebbe rotolando libera sul pendio.

Lip

Viene definito lip il bordo superiore del muro di un half-pipe(*) o di un quarter-pipe, anche un salto naturale che si può trovare fuori pista e che solitamente viene modellato dal vento, da qui windlip.

Log grind

Grindare un log ovvero un semplicissimo tronco d'albero.

Lunghezza coda

Va da dove finisce l’appoggio della soletta quando la tavola è appoggiata su un piano fino alla fine della tavola . Maggiore è la lunghezza più e facile andare in fakie ( di coda ) e allo stresso tempo rimane più maneggevole e più facile da condurre . Per contro una coda cortissima se non ha una coda ‘’sqaured ‘’ è molto più precisa e incisiva.

Lunghezza lamina

Indica la lamina che appoggia sulla pista e determina la tenuta di una tavola sul manto nevoso , maggiore è la lunghezza maggiore è la tenuta , se è troppo lunga la tavola diventa difficilmente manovrabile ,se questa è troppo corta l’asse diventa instabile e difficilmente controllabile.

Lunghezza punta

E’ il pezzo di tavola tra l’estremità anteriore della tavola e il punto di inizio di contatto della soletta .Maggiore è la lunghezza meglio la tavola galleggia in neve fresca , per contro rimane ingombrante nelle manovre aeree tipo le rotazioni.

Lunghezza totale

Indica la lunghezza di tutto il pattino ovvero la lunghezza che si ha a disposizione da appoggiare sulla neve fresca unita alla larghezza determina la galleggiabilità , più è lunga meglio galleggia.

Method

Scalciare la tavola alle spalle, entrambe le ginocchia sono piegate e la tavola viene alzata dietro la schiena, mentre grabbate la lamina back side con la mano anteriore. Simile al Sad.

Monoscocca ( MONOCOQUE )

La funzione portante è affidata a una o più scatole di torsione realizzate tipicamente in fibra di vetro contenenti l’anima Sotto a questa scatola vengono applicate soletta e lamine , sopra la serigrafia L’anima in questo tipo di costruzione è realizzata in materiali poveri o riempitivi , poiché la funzione portante è affidata alla scatola di fibra . Tipici di questa struttura sono i fianchi svasati.

Mute

Grabbare la tavola sulla lamina frontside con la mano anteriore.

McTwist

E' un trick(*) tipico del pipe in cui si compie una rotazione di 540 gradi e contemporaneamente un flip(*). Il nome viene dal mitico skateboarder Mike McGill.

Melancholie

Prevede di grabbare con la mano davanti la lamina back, bonando con la gamba anteriore.

Neoprene

Materiale plastico , morbido e impermeabile , utilizzato per la realizzazione delle imbottiture degli scarponi da snowboard.

Nollie

Simile all'ollie, in questo caso si salta prima con la coda e si atterra sulla punta.

Nose grab

E' una delle manovre piu' semplici che prevede di grabbare(*) la punta della tavola e contemporaneamente piegare la gamba davanti.

Nose press

Andare dritti flettendo la tavola in appoggio sul nose.

Nose slide

Anche questo in appoggio sul nose ma con la tavola di traverso e in torsione per consentirne lo slittamento laterale.

Nose weeilie

Surfare in pista flettendo la tavola in appoggio sul nose e compiendo contemporaneamente una rotazione.

Ollie

Un salto fondamentale, permette di sfruttare l'elasticità della tavola, ma sopratutto se ben eseguito permette di avere il pieno controllo della tavola nel salto. Usate le gambe per sollevare la punta della tavola, seguita poi dal centro e dalla coda in un movimento fluido. Deriva dallo skate.

P-tex

Politilene sinterizzato; è un materiale plastico antiattrito utilizzato per la realizzazione delle solette (economiche...).

Pad

E' il punto antiscivolo dove appoggiare il piede quando è sganciato dall'attacco.

Passo

Distanza tra gli attacchi, si stabilisce in funzione dell'altezza del rider.

Piramide

Rail fatto a forma di trapezio, con le punte smussate, tre lati slidabili*.

Pivotare

Il movimento che consiste nel ruotare o sterzare la tavola.

Poke

Si riferisce alla distensione di una gamba durante un salto (vedi bone)

Pompare

Usare le gambe per aumentare la velocità di salita e discesa nei salti con grande elevazione.

Ponte

Parte di tavola compresa tra punta e coda .Per ponte si intende anche il valore della distanza tra soletta e piano di appoggio della tavola.

Posizione degli attacchi

Gli attacchi possono essere regolati a seconda dello stile e delle condizioni della neve.

Powder

Neve fresca, come appena caduta, meglio se molto profonda e leggera, detta comunemente pow.

Presa di lamina

L'atto di mettere la tavola sulla lamina. Controllata da angolazione e inclinazione.

Pressione

Una volta imparato a concatenare le curve, la velocità aumenterà producendo pressione sulla tavola.

Punta

L'estremità anteriore della tavola.

Quorter Pipe

Singolo muro di pipe che può avere dimensioni davvero ragguardevoli, si affronta frontalmente e vi si possono effettuare le medesime evoluzioni del pipe.

Racer

Rider da competizione, ricerca minimi movimenti con massime reazioni, spingendo sempre per ottenere maggiore velocità.

Raggio radiale

Valore che indica l’entità della sciancratura misurato come il raggio di un' ideale circonferenza cui appartiene il profilo laterale della tavola.

Rail

Un tubo tondo, quadro, doppio o qualsiasi altra struttura metallica o non dove sia possibile scivolare di traverso o frontalmente, in park ce ne sono di molti tipi.

Rainbow

Rail arcuato a forma di arcobaleno.

Regular

surfare con il piede sinistro avanti.

Rewind

Manovra molto difficile che prevede di cominciare la rotazione in un senso, quindi bloccarla e invertire il senso di rotazione.

Rider

Chiunque cavalchi qualcosa, snowboard compreso!!!

Rigidità torsionale

si riferisce alla capacità della vostra tavola di resistere a uno svergolamento o alla curvatura quando vi mettete sulla lamina e applicate una pressione.

Roast beef

Grabbare la lamina dei talloni tra i piedi passando davanti al bacino.

Rodeo

Esistono molte versioni diverse di questo trick(*), prevede di compiere una rotazione fuori asse corkscrew(*) e un flip(*) contemporaneamente, forse la manovra più difficile da spiegare perchè assolutamente non codificata.

Rocker

Rialzamento della coda rispetto alla superficie della tavola.

Rotazioni

Ogni rotazione compiuta in volo. Le rotazioni nel pipe si definiscono tali solo se sono di almeno 360°.

Rounder

Forma arrotondata di punta e coda della tavola.

S-Rail

Rail a forma di s aperta.

Sad

consiste nel grabbare con la mano davanti la lama dei talloni tra i piedi, con tavola parallela al terreno.

Sandwich

Tutti gli elementi della tavola sono impilati come in un panino ,partendo dal basso tipicamente si ha : soletta , lamine , strato di fibra di vetro (carbonio in quelle più pregiate) , anima , altro strato di fibra di vetro e serigrafia . L’anima è tipicamente di legno o altri materiali compositi.

Sbandata controllata

Azione combinata dei muscoli rotatori degli arti inferiori che utilizzando il bacino come fulcro, consentono di guidare la tavola nell'arco di curva semicondotta (sbandata).

Sciancratura

Curvatura dei fianchi della tavola ; maggiore è la sciancratura più strette sono le curve che la tavola è in grado di compiere . Il valore della sciancratura è indicato come il raggio radiale. Esistono diversi tipi di sciancrature , circolari , arretrate , a raggio variabile, ellittiche.

Scoop

Rialzamento della punta rispetto alla superficie di scorrimento.

Seatbelt

Uno dei grab piu' strani, prevede di prendere la coda della tavola con la mano davanti (quindi passando davanti al busto come una cintura di sicurezza).

Set back

Distanza compresa tra il centro della lamina effettiva e il centro della distanza tra gli attacchi, condiziona il galleggiamento della tavola in neve fresca oppure la facilità di rotazione in aria ecc. non è altro che il nostro arretramento sull’attrezzo ed è presente in ogni tavola anche sulle twin-tip.

Set Up

Termine usato dal rider per definire il proprio stance, larghezza e angolazione degli attacchi, nonché set-back sulla tavola.

Shifty

Un salto nel quale la parte inferiore e quella superiore del corpo ruotano in direzione opposta (vedi Bone).

Shape

E’ la forma della tavola : a seconda di come è la forma della tavola , essa si adatta ai diversi usi.

Skate

Far scivolare la tavola sul piano con movimenti simili a quelli usati sullo skateboard.

Sidewall

Il bordino che corre lungo lo spessore della tavola, salvo costruzione cap.

Simmetrico

La tavola è simmetrica rispetto al suo asse logitudinale.

Slalom

Specialità che prevede l'esecuzione di molte curva rapide e precise su una discesa su due diversi tracciati, con porte triangolari. Le porte sono sistemate in varie combinazioni che mettono alla prova la capacità e le strategie dei riders.

Slalom gigante

Si disputa su due discese tracciate con porte triangolari, più veloci, lunghe, e con linee più aperte rispetto allo slalom.

Slarve

Manovra eseguita parte in slittamento, parte in conduzione.

SLIDE/SLIDARE

Scivolare sopra un rail o fare alcuni flat-tricks, da cui il nome del nostro Club.

Slittamento

Una leggera derapata della tavola sulla neve durante una curva o un pivotamento. Si chiude una curva e si controlla la velocità con lo slittamento.

Snowpark

Area progettata esclusivamente per lo snowboard o sci twintip, quindi discipline freestyle, con salti, roller, muretti, barriere e altri ostacoli, alcuni naturali ma perlopiù costruiti.

Soft

Surfare con attrezzatura “morbida” ma non troppo, scarponi più morbidi di quelli hard, che offrono meno sostegno e che permettono più movimento e comodità a scapito della precisione pura, e attacchi a guscio costruiti in materie plastiche e sempre più spesso in leghe e fibre sintetiche, le tavole si differenziano molto da quelle hard per via della bidirezionalità totale, della larghezza superiore e di una resistenza alla flessione meno marcata, il tutto molto versatile.

Solchi

I segni lasciati sulla neve dalle curve in conduzione.

Soletta

Superficie di scivolamento della tavola realizzata generalmente in materiale antiattrito generalmente polietilene o materiali simili al teflon. Estrusa Il polimero viene sciolto in lastre , durante la fusione si perde l’ordine molecolare ,quindi si ha un coefficiente di scivolamento minore ,questo procedimento produttivo ha dei costi ridotti ma fornisce anche prodotti efficienti ma non competitivi. Sinterizzata Le lastre vengono ottenute incidendo i cilindri di materiale vergine , mantenendo in questa maniera l’ordine molecolare e garantendo un maggiore coefficiente di scivolamento .Il numero che segue indica la densità molecolare , tanto è più elevato migliore è la soletta.

Spatola

Punta della tavola nella zona di contatto con la neve.

Spina

E' un tipo particolare di straight-jump(*) che non ha flat(*) ma ha la possibilita' di un doppio atterraggio (sia heelside che toeside) su una pendenza immediatamente adiacente al dente(*), e' cosi' chiamato in virtu' del fatto che ha la forma di un grosso cuneo.

Spin

La rotazione durante un salto, non è altro che la spinta di rotazione che si effettua durante lo stacco di un salto, sfruttando la conduzione e la sciancratura della tavola, ma non solo.

Spoiler

Sostegno posteriore degli attacchi soft ; può essere hi , medium oppure low a seconda della sua dell’altezza.

Square

Forma squadrata della coda della tavola.

Square - Rounded

Code dalla foggia ibrida , nate dalle combinazioni di un coda arrotondata con una squadrata.

Stalefish

Manovra standard ma sempre spettacolare, prevede di prender la lamina heelside(*) tra i due attacchi con la mano dietro (per la verita' la tavola viene anche girata di 90 gradi in frontside per facilitare la presa). Diventa stalefish nose bone se distesa la gamba anteriore.

Stiffy

Viene chiamata stiffy qualsiasi manovra in cui la tavola viene grabbata e le gambe sono entrambe completamente stese.

Stance

La posizione del corpo sulla tavola, considerando la posizione del corpo, del corpo rispetto alla tavola e la distribuzione del peso.

Step-in, attacchi

Insieme attacco-scarpone ottimo per il freeriding, che sfrutta le caratteristiche migliori dell'attacco soft e hard.

Straight-jump

Disciplina tra le piu' rischiose e spettacolari del freestyle prevede di saltare da un unico salto (anche se in alcune gare si possono combinare vari salti) solitamente di dimensioni molto grandi (dente(*) di 6 metri e flat(*) di 16 metri) e di compiere un'unica mano.

Strap

Fascia che serve a fissare lo scarpone sugli attacchi soft.

Supergigante, slalom

Discesa caratterizzata da ampie curve e cambi di terreno.

Switch

Si dice switch di una manovra eseguita partendo in posizione fakie.

Swallow

Coda della tavola a forma di coda di rondine , utilizzata sulle tavole destinate all’utilizzo in neve fresca.

Tail grab

Manovra standard in cui la coda della tavola viene presa e la gamba dietro piegata.

Tail roll

Rotazione sulla coda della tavola.

Tail press

Andare dritti flettendo la tavola in appoggio sul tail (come impennare in moto).

Tail slide

Anche questo in appoggio sul tail ma con la tavola di traverso e in torsione per consentirne lo slittamento.

Tail wheelie

E' cosi' definita l'andatura in cui la punta della tavola e' completamente sollevata dalla neve e l'unica parte poggiante e' la coda della stessa.

Talloniera

Elemento dell’attacco a piastra che serve a fissare il tallone dello scarpone.

Tavole freestyle

Progettate per l'half pipe, per lo snowpark o per surfare la montagna alla ricerca di salti naturali.

Top sheett

La parte superiore della nostra tavola, quella dove mettiamo gli attacchi.

Torsion box

Struttura scatolare interna , che contiene l’anima della tavola e che ha la funzione di garantire una maggiore rigidità torsionale.

Transizione

Sezione curva di un kicker o tra il piano e i muri di un pipe. è la curvatura da quale dipende la parabola che effettueremo in aria, più la transizione sarà accentuata e più la nostra parabola risulterà arcuata, determina la nostra spinta verso l’alto.

Trick

Un trick e' una qualsiasi manovra eseguita con la tavola.

Tuning

Differenza d’altezza delle lamine rispetto alla soletta della tavola, le lamine saranno inclinate verso il top-sheet di + o – 1° per evitare prese di spigolo accidentali e aumentare la manovrabilità. in questo caso il fianco delle lamine sarà lavorato a 89° per avere comunque i 90° canonici ed evitare perdite di tenuta in carving.

Twin tip

Punta e coda sono simmetriche rispetto all’asse trasversale del centro tavola usare la tavola in una direzione piuttosto che nell’altra è indifferente.

Velocità

La sezione di pipe perpendicolare rispetto al piano del pipe. Quella parte che sta tra la fine della transizione e il coping, è presente solo nelle strutture medio grandi per rendere più fluida l’uscita.

Wheely

Simile all'impennata sulla bicicletta, ma fatta sulla tavola.

SUPPORTER

Bar Renè - via di tiglio, 417 - San Leonardo in treponzio 55012 CAPANNORI Birrificio Brùton Noleggio Loli - attrezzatura professionale - Via del Brennero, 356 - 51020 - Le Regine (PT) Tel. 335.5415425 Autoscuola Lucarelli
Bielle System - via di tiglio 419/s S.Leonardo in treponzio 55061 LUCCA - tel.0583 907882 Antamori S.r.l. - via ludovica 542 55029 Sesto di moriano LUCCA - tel/fax 0583 578201


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